Di nuovo a Ibach dopo aver guidato per 12.163 chilometri

Abbiamo incontrato Andrea nel suo consueto posto di lavoro presso la sede centrale Victorinox. Andrea è responsabile dei concept di visual marketing per i nostri negozi e la sua agenda è sempre ricca di impegni. Pochissimo tempo fa, lei e il suo team hanno aperto l’ultimo negozio Victorinox a Lucerna. Ma non ha potuto essere presente ai grandi festeggiamenti dell’apertura poiché era in viaggio da qualche parte lungo i 2.500 chilometri dell’Allgäu–Orient Rally, il secondo rally più lungo del mondo. Nel bel mezzo del nulla tra Oberstaufen in Germania, Tbilisi e Dalyan in Turchia. In un territorio sconosciuto, senza un sistema di navigazione. Impolverata. Stanca. Ma carica e pronta all’azione.
Il rally Allgäu-Orient è una corsa molto speciale che non si svolge tra piloti professionisti o con auto iper-moderne, bensì i veicoli devono avere almeno 20 anni o un valore residuo non superiore a 1.111,11 euro. queste sono le regole del gioco. Inoltre non è previsto l’utilizzo di tecnologia moderna, ma solo mappe tradizionali.

“La sorte percorre sentieri che l’intenzione non può neanche toccare”.

The Goodvibes
Meno di due settimane dopo l’avventura del rally, Andrea porta ancora nella sua mente molte vivide immagini e ci racconta con entusiasmo della sua esperienza: “Io e il mio team abbiamo vissuto dei giorni meravigliosi, anche se abbiamo spesso raggiunto i nostri limiti. Ma è stata un’esperienza così ricca che la fatica passava velocemente in secondo piano. Gli incontri commoventi con le persone lungo la strada lasciano un vivo ricordo”.

Beneficenza: la vera ragione di questo rally

Il 30 aprile 2016 Andrea, il suo compagno Marcus e una coppia di loro amici hanno raggiunto la linea di partenza a Oberstaufen in veste di team “smile”. In un’auto che avevano preparato appositamente per questo scopo e fedeli al loro motto: “Aiuta con un sorriso” – con il nome “Smileomat n.1”. Hanno riempito il veicolo di aiuti umanitari fino al tetto, perché l’obiettivo principale del team in questo viaggio era quello di fare beneficenza. Coprire circa 7.000 chilometri di strade non asfaltate e riuscire a fare qualcosa di buono allo stesso tempo? Vogliamo saperne di più. “Il rally AOR ha una tradizione incentrata sull’offerta di aiuto e sostegno”, ci ha spiegato Andrea.

 

 

“Vale la pena superare i propri limiti verso ciò che è diverso, perché in questo modo riusciamo ad avere la giusta apertura mentale e il giusto interesse. Si riceve così tanto in cambio.”

Andrea e il suo impegno di beneficenza

Andrea racconta: “Sono i partecipanti stessi a decidere che tipo di aiuti umanitari portare con loro, così come chi aiutare e quando farlo. Mi è piaciuta subito questa idea. È stata la nostra spontaneità a regalarci i momenti più belli, spesso lungo la strada. Non serve una lingua comune per comprendersi, non serve essere ricchi per venire accolti con ospitalità.” A volte Andrea ha assistito anche a momenti di timidezza e riluttanza. Principalmente tra i bambini: “All’inizio mi sentivo frustrata, ma poi ho pensato: in realtà è positivo che i più piccoli non si fidino subito di chiunque e facciano attenzione.”

Bad weather, strong material, joyous atmosphere

Chiediamo ad Andrea i momenti migliori del rally. “Oh, ce ne sono così tanti!” esclama Andrea. “Era un giorno di pioggia incessante. quando su un lato della strada abbiamo incontrato un pastore con la sua mandria di mucche. Il suo cappotto era sottile e pieno di buchi, e lui era completamente bagnato. Abbiamo voluto scambiare il suo cappotto con un parka Victorinox che faceva parte degli aiuti che avevamo con noi. Un momento commovente per tutti.”

 

 

“È stata un’esperienza completamente nuova e profonda: incontrare persone con cui è impossibile parlare e comprendersi”.”

Andrea Maier racconta i suoi incontri lungo la strada

L’immagine che ci resterà impressa: la bambina con il naso rosso da clown

C’è stata anche un’altra esperienza che le ha lasciato un segno profondo e che le resterà sempre nel cuore: la bambina e i suoi amici lungo la strada. Il più grande doveva avere dieci anni, il più piccolo appena due. Tutti i bambini erano molto composti ed evidentemente ben educati, ma non c’era nessun adulto nei paraggi. Oltre a orsacchiotti e vestiti da bambini, Andrea ha lasciato anche spazzolini e sapone. Che gioia! Sapevano esattamente a cosa servissero. Una delle bambine poi ha chiesto un altro spazzolino per adulti. Il problema: non ne era rimasto nessuno. Andrea ha deciso d’impulso di dare il suo spazzolino di riserva che si trovava nel vano del cruscotto. Lei e la bambina sono andate insieme verso la macchina, e quando Andrea ha aperto lo sportello del vano del cruscotto, si è accorta del naso rosso da clown e lo ha fatto indossare alla piccolina, che è rimasta davvero sorpresa. Per un momento la bambina si è completamente dimenticata dello spazzolino ed è tornata indietro, correndo e gridando verso il gruppo… “Quell’esuberante risata infantile è stato un momento unico!” Andrea se ne rallegra ancora ora. “Dopo tutte queste esperienze, ti rendi conto che la vera ricchezza è la possibilità di incontrare nuove persone. È una sensazione che ti riempie il cuore e che ti accompagna per sempre. Sono davvero felice di averne fatto parte”.
Ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che Andrea ritrovi se stessa e metta in ordine le 3.000 foto del viaggio. Ma è appena tornata ed è già di nuovo al lavoro, più entusiasta di prima. Cosa starà programmando la nostra responsabile del Visual Merchandising? Non vediamo l’ora di essere sorpresi, sia dal suo lavoro che dalla sua vita privata.